Il mercato immobiliare
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Il mercato immobiliare ed il settore del real estate continuano a svolgere un ruolo di primaria importanza nell'economia italiana.
Il reddito annuo generato dal patrimonio immobiliare esistente, applicando un tasso di redditività netta del 3% è stimato del valore di 120 miliardi di Euro; dello stesso importo, la stima delle compravendite di immobili in Italia.
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Il contributo dell'immobiliare alla tenuta dell'economia italiana è stato fondamentale e continuerà ad esserlo. Infatti, il valore delle compravendite che vengono effettuate ogni anno, ovvero circa un milione di unità, corrisponde a circa 120 miliardi di Euro ed è articolato fra abitazioni ed edifici non residenziali, mentre il flusso di redditi provenienti dagli immobili è stimabile prudenzialmente in altri 120 miliardi di Euro, misura che si ottiene a partire da una valutazione del patrimonio immobiliare indicata in circa 4.100 miliardi di Euro al quale si è applicato un tasso di rendimento medio del 3%.
Secondo i dati recenti, il mercato immobiliare è ancora in fase di crescita seppure ad un ritmo più lento rispetto al passato, con tempistiche di vendita più lunghe e redditività che si stanno riducendo.
Gli investimenti immobiliari in Italia hanno raggiunto i 18,2 miliardi dei 21,5 miliardi di Euro del valore degli attivi; inoltre, l'Italia ha guadagnato diverse posizioni nell'indice di trasparenza immobiliare, divenendo paese"trasparente" e piazzandosi al 21° posto nella classifica mondiale;
solo a Milano, oltre l'80% degli investimenti immobiliari effettuati nel primo semestre dell'anno sono rivolti al settore alberghiero e quasi la totalità è operata da operatori nazionali; l'Italia risulta al primo posto in Europa (a pari merito con Germania e la Spagna) per la pipeline di centri commerciali; si prevede un 2007 con prezzi stabili o in leggera flessione.
Riduzione della redditività e quindi dell'appeal del real estate. Più immobili in vendita quindi, sia perché aumenta l'offerta aggiuntiva, ma anche perchè una certa quota degli acquisti è stata fatta esclusivamente per investimento e perciò in questo contesto un numero più elevato di investitori ritiene giunto il momento di beneficiare di tale opportunità di investimento, prima che la tassazione del guadagno in conto capitale (realizzato nei primi cinque anni dell'investimento) venga nuovamente alzata dal 20% attuale (dopo l'aumento dal precedente 12,5% previsto dal DL 223/ del 4 luglio 2006) al livello dell'aliquota marginale di ciascun contribuente, come si ipotizza potrebbe evolvere la norma tributaria.
Fonte: Comunicato stampa Nomisma
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